La montagna è “un sentimento” scrive Reinhold Messner. Niente di più vero, soprattutto se si leggono due suoi recenti libri: Walter Bonatti, il fratello che non credevo di avere, e La seconda morte di Mallory.
Storie individuali che si inseriscono in una storia collettiva, familiare, fatta di passato, di presente e di un futuro graffiato sui dell’esistenza e della voglia di vivere.