Poco avvezzo all’arte della guerra e del buon governo, Edoardo II dedica l’esistenza a gaudenti occasioni di svago. La sua sposa, Isabella di Francia, legatasi sentimentalmente ad un ribelle gallese, lo destituisce e, poi, convince la Corte ad ucciderlo.
Ancora fanciulla, Giovanna d’Arco combatte alacremente contro gli inglesi per liberare la Francia, occupata nel corso della Guerra dei Cent’anni. Bruciata sul rogo come strega ed eretica, verrà riabilitata 25 anni dopo e nel 20º secolo diverrà Santa.
André Chénier ha segnato la Francia del XVIII secolo con i suoi versi, per lo più pubblicati postumi. Dapprima vicino alle idee rivoluzionarie, divenne “nemico della patria” a causa del suo moderatismo inviso ai giacobini, e fu ghigliottinato a Parigi il 25 luglio 1794.
Felice Orsini caratterizzò l’Italia di fine Ottocento, mettendo al servizio dell’indipendenza e della libertà la sua intelligenza, la temerarietà, ma anche l’incoscienza, il furore, la violenza. Nel 1858 attentò alla vita di Napoleone III.
Affascinante e capriccioso, Giovanni Borgia era dedito più alla bella vita che alla carriera militare e politica che il padre, papa Alessandro VI, aveva scelto per lui. All’età di ventuno anni viene ucciso e gettato nel Tevere. Ancora oggi non si conosce il nome del colpevole.
Giordano Bruno abbandona la veste monastica e gira l’Europa del tardo Cinquecento, divulgando la sua filosofia, che auspica un’unica espressione divina comune a tutte le genti. Si interessa di magia. Giudicato eretico dal Sant’Uffizio romano, muore sul rogo.
Due ricche famiglie fiorentine, i Medici e i Pazzi. Il tradimento, la congiura, la vendetta. La morte di Giuliano de’ Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico, in un agguato da cui quest’ultimo esce miracolosamente vivo.
Halloween è spesso considerata una festa pagana estranea al pensiero e alle tradizioni italiane. Non è proprio così. Il cattolicesimo fissò la festività di Ognissanti in coincidenza con Halloween e non viceversa. Vediamo perché.
Ghibellino di origini nobili, fu bandito dalle sue terre. Impadronitosi della fortezza di Radicofani, si dedicò a rubare ai ricchi per donare ai poveri, senza mai lasciare nessuno sul lastrico. Dante e Boccaccio scrissero di lui.